BJT: polarizzazione, amplificatore e commutazione

R1R2 RcReCe CinCout Vin Q1 +Vccmassa Vout
Emettitore comune con polarizzazione a partitore: quattro resistenze fissano il punto di lavoro, i tre condensatori decidono da dove in giù il circuito smette di amplificare.

Introduzione

Un transistor non fa nulla di utile finché non gli si dice dove stare. Il punto di lavoro — quella coppia di numeri IC e VCE che il circuito impone in assenza di segnale — decide tutto il resto: quanto guadagna, quanto segnale può gestire prima di tosare, quanto scalda, e quanto di tutto questo cambia se al posto del transistor ne mettete un altro dello stesso sacchetto.

È il motivo per cui questa pagina è costruita attorno a un punto di lavoro solo. La prima card lo calcola, le altre lo ereditano: il grafico lo disegna, l’amplificatore ci costruisce sopra i parametri di piccolo segnale, i condensatori si dimensionano sulle impedenze che ne discendono. Potete sempre scollegare una card e darle numeri vostri, ma il percorso naturale è quello.

La seconda idea è che i resistori li vendono solo in certi valori. Ogni resistenza calcolata la trovate in tre colonne — teorica, E24, E96 — e sotto il punto di lavoro ricalcolato con i valori commerciali. Quello è il circuito che monterete davvero, e non è mai esattamente quello che avete progettato.

GrandezzaRelazioneDove serve
Corrente di base\( I_B = \dfrac{V_{TH}-V_{BE}}{R_{TH}+(\beta+1)R_E} \)Polarizzazione
Punto di lavoro\( I_C=\beta I_B,\quad V_{CE}=V_{CC}-I_C R_C-I_E R_E \)Tutte le card
Transconduttanza\( g_m = \dfrac{I_C}{V_T},\quad V_T=\dfrac{kT}{q} \)Piccolo segnale
Resistenza di base\( r_\pi = \dfrac{\beta}{g_m} \)Zin
Resistenza di uscita\( r_o = \dfrac{V_A+V_{CE}}{I_C} \)Zout, guadagno massimo

Parametri globali e transistor

Card 1 — Polarizzazione a partitore

—
βICVCEScarto
TeoricoE24E96

Il partitore di base con la resistenza di emettitore è la polarizzazione che si usa quando il circuito deve funzionare con un transistor qualsiasi. La ragione sta tutta nella tabella della stabilità: raddoppiate β e guardate di quanto si sposta IC. Con RE al suo posto la variazione resta di pochi punti percentuali, senza RE sarebbe proporzionale a β.

La regola pratica dietro il dimensionamento è che la corrente nel partitore sia almeno dieci volte IB: così VB è fissata dal partitore e non dal transistor. Il calcolo qui non la impone — usa il modello di Thévenin completo — ma la tabella vi dice subito se l’avete rispettata.

La riga della potenza dissipata è quella che si dimentica: un TO-92 senza dissipatore sta sotto i 300÷500 mW, e a 12 V bastano 30 mA per arrivarci.

VBE cala di circa 2 mV per grado: a 60 °C il punto di lavoro non è più quello calcolato a 25 °C. Cambiate la temperatura nei parametri globali per vederlo.

Card 2 — Rette di carico e punto Q

La retta di carico statica è il luogo dei punti che l’alimentazione e le resistenze permettono in continua: dal cortocircuito ideale a VCC/(RC+RE) fino all’interdizione a VCE = VCC. Il punto Q ci sta sopra, e dove ci sta lo decide la card 1.

La retta dinamica è più ripida, perché in alternata il carico vede RC in parallelo a RL e non più RC+RE. Passa per lo stesso Q e determina quanto segnale ci sta prima di tosare da una parte o dall’altra.

Il numero che conta è l’ultimo: l’ampiezza simmetrica di picco, cioè il minimo fra la distanza da Q alla saturazione e quella all’interdizione. Se le due distanze sono molto diverse, il punto di lavoro non è centrato e state buttando via metà della dinamica.

Card 3 — Amplificatore a emettitore comune

Rc Re1 Re2 Ce in out
In arancione i due punti che contano: il segnale entra in base e si preleva sul collettore, invertito di fase. RE1 resta in alternata e abbassa il guadagno; RE2, cortocircuitata da CE, serve solo alla polarizzazione.

In analisi la card parte dal punto di lavoro della card 1 e ne ricava i parametri di piccolo segnale. Con l’emettitore interamente bypassato il guadagno è \( A_v=-g_m(R_C\parallel R_L\parallel r_o) \): il segno meno è l’inversione di fase, e ro è il tetto che l’effetto Early mette al guadagno anche se RC fosse infinita.

Appena mettete una RE1 non bypassata il guadagno crolla a \( -\beta R_C’/(r_\pi+(\beta+1)R_{E1}) \), ma diventa quasi indipendente da β e dalla temperatura: è il baratto che si fa ogni volta, guadagno contro ripetibilità. In quel caso ro lo trascuro nel guadagno, perché la resistenza vista al collettore sale a \( r_o(1+g_m(R_{E1}\parallel r_\pi)) \) e diventa molto maggiore di RC: l’errore è sotto il punto percentuale, e preferisco dirvelo che nasconderlo.

Avs è il guadagno che misurate davvero: fra generatore e base c’è il partitore fra Rs e Zin, e con Zin di un paio di kΩ e un generatore da 600 Ω se ne va già un quarto del segnale prima di entrare nel transistor.

In progetto il verso si inverte: dite quanto guadagno volete e a che corrente, e la card sceglie le resistenze. Le ipotesi sono dichiarate — VE una frazione di VCC, corrente nel partitore dieci volte IB — e il risultato lo trovate subito nelle colonne E24 ed E96 col guadagno che ne esce davvero.

Card 4 — Collettore comune e base comune

inRe out
Collettore comune: ingresso in base, uscita sull’emettitore.
inRcRe out
Base comune: base a massa, ingresso sull’emettitore.
ConfigurazioneAvZinZout

Le tre configurazioni non sono tre modi di fare la stessa cosa: sono tre strumenti diversi. L’emettitore comune amplifica in tensione e inverte; l’inseguitore ha guadagno appena sotto l’unità ma trasforma un’impedenza alta in una bassa; la base comune ha Zin di poche decine di ohm, che è un difetto in bassa frequenza e un pregio quando dovete chiudere su un cavo da 50 Ω.

La tabella li mette a confronto sullo stesso punto di lavoro, che è l’unico modo onesto di confrontarli. Guardate la colonna Zout: l’inseguitore sta sulle decine di ohm, l’emettitore comune sui kΩ. È questo, non il guadagno, il motivo per cui un inseguitore finisce quasi sempre in coda a una catena.

Le formule dell’inseguitore includono Rs, perché Zout dipende da cosa c’è a monte: \( Z_{out}=R_E\parallel\dfrac{r_\pi+R_s\parallel R_1\parallel R_2}{\beta+1} \).

Card 5 — Cascata di due stadi

Stadio 1 Av1 Stadio 2 Av2 Zout1 Zin2 inout
Il nodo arancione è dove si perde il segnale: Zout1 in serie e Zin2 verso massa formano un partitore che sta fra i due guadagni, e che il prodotto Av1·Av2 ignora.

Il guadagno di due stadi in cascata non è il prodotto dei due guadagni, ed è l’errore più comune che si fa a mente. Fra il collettore del primo e la base del secondo c’è un partitore fra Zout1 e Zin2, e con due emettitori comuni identici — Zout di 2 kΩ contro Zin di 1,5 kΩ — se ne perde oltre il 40%.

È da qui che nasce l’inseguitore fra i due stadi: non aggiunge guadagno, ma porta Zout1 a poche decine di ohm e recupera quasi tutto quello che il partitore si mangiava. Provate a mettere Av1 = 0,99 e Zout1 = 30 Ω e guardate la riga della perdita.

Card 6 — Condensatori di accoppiamento e bypass

RcRe1Re2 inout CinCoutCe
Tre condensatori, tre passa-alto diversi: Cin vede Rs+Zin, Cout vede RC+RL, CE vede poche decine di ohm. Per questo è CE a venire enorme.
CondensatoreR vistaPoloTeoricoE12

Ogni condensatore forma un passa-alto del primo ordine con la resistenza che vede: le formule sono quelle del tool sui filtri del primo ordine, applicate tre volte con tre resistenze diverse.

La regola che uso qui: il polo di CE lo metto alla frequenza inferiore voluta — è il dominante, perché la resistenza che vede è piccolissima — e gli altri due una decade più in basso, così non sommano attenuazione al taglio. Se li mettete tutti e tre alla stessa frequenza vi ritrovate con −9 dB invece di −3 dB.

Il risultato tipico sorprende: CE viene di centinaia di microfarad, mentre Cin e Cout stanno sotto il microfarad. È perché il bypass di emettitore vede \( (r_\pi+R_s’)/(\beta+1) \) in parallelo a RE, cioè poche decine di ohm.

Card 7 — BJT come interruttore

Rb carico Vin +Vccmassa ricircolo
In saturazione la corrente la fissa il carico, non β: Rb serve solo a garantire abbastanza corrente di base. Il diodo in arancione è obbligatorio con carichi induttivi.

In commutazione il transistor non sta nella zona attiva, quindi β non serve a calcolare IC: la corrente la fissa il carico, e β serve solo a garantire che la base ne mandi abbastanza. Da qui il sovrapilotaggio: si punta a un β forzato di 10÷20, cioè si manda in base cinque o dieci volte la corrente strettamente necessaria, così il transistor resta saturo anche col pezzo peggiore del lotto e a bassa temperatura.

Il prezzo è il tempo di spegnimento: più carica c’è nella base, più tempo ci vuole a svuotarla. Per commutazioni veloci si mette una resistenza fra base ed emettitore o un diodo Schottky di antisaturazione; per pilotare un relè o un LED, il sovrapilotaggio non costa nulla.

Con carico induttivo — relè, motore, solenoide — serve sempre il diodo di ricircolo in antiparallelo, altrimenti l’extracorrente di apertura supera la VCEO e il transistor si buca alla prima commutazione.

Tabelle di riferimento

ConfigurazioneAvZinZout
Emettitore comune, RE bypassata\(-g_m(R_C\parallel R_L\parallel r_o)\)\(R_1\parallel R_2\parallel r_\pi\)\(R_C\parallel r_o\)
Emettitore comune con RE1\(\dfrac{-\beta R_C’}{r_\pi+(\beta+1)R_{E1}}\)\(R_1\parallel R_2\parallel[r_\pi+(\beta{+}1)R_{E1}]\)\(\simeq R_C\)
Collettore comune\(\dfrac{(\beta{+}1)R_E’}{r_\pi+(\beta{+}1)R_E’}\)\(R_1\parallel R_2\parallel[r_\pi+(\beta{+}1)R_E’]\)\(R_E\parallel\dfrac{r_\pi+R_s’}{\beta+1}\)
Base comune\(g_m(R_C\parallel R_L)\)\(R_E\parallel\dfrac{r_\pi}{\beta+1}\)\(R_C\parallel r_o\)
TransistorTipoβ tipicoa ICVCEO

I β sono valori tipici da datasheet alla corrente indicata, non garanzie: la dispersione di produzione va facilmente da metà al doppio, e sullo stesso pezzo β cambia con la corrente e con la temperatura. Un circuito che funziona solo con il β tipico è un circuito rotto.

VA non compare quasi mai sui datasheet: si ricava dalla pendenza delle curve di uscita, e 100 V è un ordine di grandezza ragionevole per i piccoli segnali al silicio. Se vi serve preciso, misuratelo.