GX-TXT-v3: ProvaTelecomando IR – schema elettrico e montaggio

Descrizione del progetto

Il ProvaTelecomando IR è un piccolo strumento alimentato da una comune batteria da 9 V, pensato per verificare rapidamente il funzionamento di un telecomando a infrarossi e, soprattutto, per poter confrontare in modo qualitativo telecomandi diversi.

A differenza dei comuni ricevitori IR integrati, che demodulano una portante fissa, qui il segnale viene prelevato direttamente da un fotodiodo e amplificato: lo strumento risponde quindi a qualunque telecomando, indipendentemente da frequenza di portante e protocollo.

Il circuito dispone di due regolazioni separate: guadagno dello stadio di ingresso e sensibilità.

L’idea è che, una volta realizzato il circuito, il trimmer di guadagno venga regolato durante la taratura in modo che un telecomando di potenza ragionevole, posto a una distanza altrettanto ragionevole, produca una risposta corretta con il comando della sensibilità circa a metà corsa.

Da quel momento il guadagno può rimanere fisso. Durante il normale utilizzo si agisce invece sulla sensibilità, che permette sia di confrontare la risposta di telecomandi differenti sia di modificare il comportamento dell’indicazione luminosa.

Il ProvaTelecomando utilizza due LED:

  • un LED verde, che indica l’accensione dello strumento;
  • un LED arancio, che segnala la ricezione del segnale infrarosso.

Il LED arancio non segue semplicemente la portante IR. Il circuito mantiene l’indicazione per un certo intervallo dopo la cessazione del segnale; a seconda della regolazione della sensibilità si può quindi ottenere un lampeggio breve oppure un’accensione più persistente.

L’accensione dello strumento avviene tramite un pulsante. Una pressione alimenta il circuito per circa 20 secondi, trascorsi i quali il ProvaTelecomando si spegne automaticamente. In questo modo non è necessario ricordarsi di spegnerlo e si evita di scaricare inutilmente la batteria.

Un semplice circuito a zener controlla infine la tensione della batteria: sotto una certa soglia il LED verde non si accende, per evitare di scambiare per normale il funzionamento con una batteria ormai troppo scarica. La soglia richiede una tensione ancora ben superiore agli 8 V.

L’intero circuito è stato infine progettato cercando di ridurre il più possibile gli ingombri, così da poter essere montato in una piccola scatola e utilizzato come semplice strumento da banco o portatile.

Parto dalla v3 semplicemente perché quando ho realizzato le versioni precedenti non tenevo ancora il blog. La V1 è però ancora sul banco, e nei prossimi post la userò come termine di confronto.

Schema elettrico

Schema a blocchi del ProvaTelecomando IR GX-TXT-v3: la catena del segnale va dal fotodiodo PD1 al nodo VIR (TP1), al preamplificatore con regolazione di guadagno RV1, alla regolazione di sensibilità RV2, al nodo INPUT (TP2), all'amplificatore, alla rete di carica Q7-D5, al nodo HOLD (TP3, su C12), allo stadio di uscita e al LED arancio D7. In basso la sezione di alimentazione: batteria da 9 V con pulsante SW1, temporizzatore da circa 20 secondi con NE555, interruttore di alimentazione Q1 e LED verde D2.
GX-TXT-v3 – schema a blocchi: la catena del segnale dal fotodiodo PD1 al LED arancio, con i nodi VIR, INPUT e HOLD accessibili dai pad di test.

Di seguito riporto le tavole dello schema elettrico della versione GX-TXT-v3, realizzate con Autodesk Fusion.

In questa sede non entrerò nel dettaglio della progettazione e delle simulazioni dei singoli stadi; richiamerò invece, quando necessario, i risultati ottenuti in simulazione durante le successive verifiche sperimentali.

  • Schema elettrico GX-TXT-v3 con alimentazione a 9 V, accensione temporizzata tramite NE555, pulsante, LED verde di stato e fotodiodo IR.
    GX-TXT-v3 – Tavola 1: alimentazione, temporizzazione dell’accensione, pulsante e segnalazioni.

Distinta base

La seguente distinta base è relativa alla versione GX-TXT-v3 dello schema riportato sopra. I package indicati sono quelli utilizzati nel progetto Autodesk Fusion.

RiferimentiQ.tàPackageValore / componente
C1, C5, C6, C8, C9, C106C080510n
C2, C42C0805100n
C3, C7, C11, C13, C145C120610u
C121TANT_CASE_A_3216_2P_SMD22uF
D11SMA_DO214AC_2P_SMD1SMA4735A
D21LED_THT_D5.0MM_P2.54MMLED GREEN
D3, D62SOD123_2P_SMD1N4148W
D4, D52SOT23_3P_SMDBAT54
D71LED_THT_D5.0MM_P2.54MMLED_GIALLO
J11JST_XH_1X02_P2.50MM_THT_TOP
PD11LED_THT_D3.0MM_P2.54MMPD333-3C-H0-L2
Q11SOT23_3P_SMDAO3401A
Q2, Q3, Q4, Q5, Q6, Q7, Q8, Q9, Q109SOT23_3P_SMD2N3904
R1, R2, R4, R16, R22, R23, R277R0805100k
R31R08054.7k
R51R08051.8Meg
R61R0805680R
R71R080551k
R81R08051Meg
R91R0805470k
R10, R262R08051.5k
R11, R172R080556k
R12, R182R080527k
R131R0805390
R141R08051.6k
R15, R192R08053.9k
R201R080522
R211R08052k
R241R080510k
R251R080522k
R281R0805680
RV11RM065_THT_TOP_3P1k
RV21RM065_THT_TOP_3P10k
SW11TACT_SWITCH_6X6MM_4P_THTTACT 6X6MM
TP11TESTPOINT_LOOP_PAIR_THTVIR
TP21TESTPOINT_LOOP_PAIR_THTINPUT
TP31TESTPOINT_LOOP_PAIR_THTHOLD
U11SOIC-8_150MIL_P1.27_HANDNE555

PCB e gestione dei piani

Nelle immagini seguenti è riportato il layout della GX-TXT-v3 visto dal lato top, rispettivamente con i poligoni di rame visualizzati e senza riempimento, in modo da rendere più leggibile anche il routing delle piste.

Sul PCB sono presenti un piano di massa e un’area di alimentazione VPOWER. Quest’ultima è stata però volutamente esclusa dalla zona relativa a VIR, cioè dalla parte del circuito direttamente collegata al fotodiodo e caratterizzata da impedenze elevate.

In questa zona un piano di alimentazione posto in prossimità delle piste del segnale avrebbe potuto facilitare l’accoppiamento di disturbi verso l’ingresso. Ho quindi preferito evitare VPOWER e utilizzare invece il piano di GND, aggiungendo numerose via di stitching per collegare fra loro le masse sui due lati della PCB.

La concentrazione di via visibile nella zona del fotodiodo e del nodo VIR è quindi intenzionale: lo scopo è creare una zona di massa il più possibile continua attorno alla parte a maggiore impedenza del circuito e ridurre l’accoppiamento con le linee di alimentazione e con il resto della scheda.

  • Layout top della PCB GX-TXT-v3 con i poligoni di rame riempiti, piano di massa, area VPOWER e zona VIR protetta da massa e via di stitching.
    GX-TXT-v3 – Vista top con i poligoni di rame riempiti. Nella zona VIR è stato evitato il piano VPOWER e utilizzata una zona di massa con numerose via di stitching.

Pad di test

La PCB prevede tre punti di test dedicati ai nodi VIR, INPUT e HOLD, evidenziati in arancio nello schema a blocchi, in modo da poter osservare facilmente con l’oscilloscopio il comportamento del circuito nei suoi punti principali.

VIR è il nodo direttamente legato alla ricezione del segnale infrarosso. La corrente generata dal fotodiodo viene convertita in una variazione di tensione principalmente attraverso R7; questo è quindi il primo punto utile per osservare il segnale prodotto dal fotodiodo, o quello generato dal fotodiodo virtuale utilizzato durante le prove.

INPUT è il segnale disponibile dopo la regolazione della sensibilità e il diodo D3. Da questo nodo il segnale viene inviato allo stadio amplificatore successivo, che genera INPUT_AMP e pilota quindi la rete di carica del nodo HOLD.

HOLD è invece la tensione presente sul condensatore C12. Il segnale amplificato pilota Q7 e, attraverso D5, carica questo condensatore; la tensione così ottenuta permane anche dopo la cessazione del segnale IR e viene utilizzata dalla sezione di uscita per mantenere acceso il LED arancio per un certo intervallo di tempo.

I tre punti di test permettono quindi di seguire il segnale lungo tre momenti distinti del circuito: ricezione del segnale IR, elaborazione dopo la regolazione della sensibilità e tensione di mantenimento del LED.

Montaggio della PCB

Per il montaggio della GX-TXT-v3 ho utilizzato lo stencil per depositare la pasta saldante sulle piazzole SMD.

Ho quindi posizionato i componenti SMD e proceduto con il reflow. Il risultato dopo il forno è stato buono e il controllo delle saldature non ha evidenziato problemi particolari.

Ho infine completato la scheda saldando i componenti a foro passante e questa volta l’impronta del pulsante è corretta, a differenza della PCB precedente (v1).

Nella galleria seguente sono riportate le principali fasi del montaggio, dalla preparazione dello stencil fino alla GX-TXT-v3 completa e pronta per la caratterizzazione.

  • Stencil della PCB GX-TXT-v3 disposto sulla stampante manuale prima della deposizione della pasta saldante.
    Stencil della GX-TXT-v3 posizionato sulla stampante prima della stesura della pasta.

Prossimo passo: caratterizzazione della V3

A questo punto la GX-TXT-v3 è montata e pronta per le misure.

Nel prossimo post partirò dalla polarizzazione DC dei vari stadi, confrontando i valori misurati con quelli attesi e verificando così se, nel passaggio alla nuova revisione, ho introdotto qualche errore nello schema o nel PCB.

Farò inoltre un confronto con la V1, che è ancora disponibile e funzionante sul banco, evidenziando le principali differenze tra le due versioni e verificando quanto queste si riflettano sul comportamento reale del circuito.

Solo dopo questa prima verifica passerò alla caratterizzazione dinamica vera e propria.

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